Progetto Valorizzazioni Beni Culturali-ITT"G.DORSO"

Santa Maria di Montevergine

Montano d’Arezzo Sec. XIII (fine)

Cm 4,60 x 2,30

La Vergine è raffigurata assisa in trono, circondata da una schiera di angeli. Due di questi, collocati nella parte superiore, sono nell’atto di menare il turibolo, mentre ai piedi del trono si affacciano gli altri sei, tutti abbigliati come in una corte orientale. Tra di essi spicca, con le ali spiegate e corona sul capo, San Michele Arcangelo, caratterizzato dalle vesti di dignitario di corte, con in mano il globo crucigero e la bacchetta degli ostiari.

La figura della Madonna risalta imponente, e rimanda alla caratteristica resa iconografica della Panaghía Odigitria (Colei che indica la via) con la mano destra rivolta verso il Bambino. Quest’ultimo, nel tenero gesto di aggrapparsi alla Madre, ha al tempo stesso dignità di adulto, vestendo una tunica rossa con bordi e ricami in oro. 

La Vergine veste un lungo abito scuro, in origine blu, con lumeggiature dorate. Sotto di esso, all’altezza del capo emerge il maphorion.

Il Volto della Vergine, che nel quadro originale è dipinto all’interno di un clipeo innestato nel resto della tavola, quest’ultima composta da due tavoloni di legno di pino, uniti da un listello, è certamente uno degli elementi più seducenti e interessanti della rappresentazione, non per altro per l’intensità e la profondità che caratterizzano i suoi occhi. Lo sguardo della Theotókos è dolce, severo, intenso, penetrante. Dotata di una profondità di sguardo senza eguali, ascolta le invocazioni e le richieste di grazia che da secoli rimbombano tra le mura del santuario e al contempo, pare scrutare il devoto che si rivolge a Lei.

Il dipinto, attribuito a Montano d’Arezzo, fu realizzato negli ultimi anni del secolo XIII. Esso doveva costituire la pala d’altare della cappella angioina, voluta da Filippo di Taranto, fratello del re Roberto d’Angiò e di San Ludovico da Tolosa. Quella cappella, un tempo completamente affrescata da Montano medesimo, e destinata alle reali sepolture di Caterina II di Valois, moglie di Filippo e imperatrice di Costantinopoli, e dei figli Ludovico e Maria, col tempo divenne il luogo dove ricercare la Vergine, che con l’imponente tavola campeggiava maestosa sull’altare della parete di fondo.

La grande icone della Madonna di Montevergine ,da secoli venerata nell’omonimo santuario, ha trovato la sua definitiva collocazione, nella piccola cappella imperiale, al termine di due anni di restauro, il 25 giugno 2013.

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